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Terapia anticoagulante orale con: PRADAXA (dabigatran) Indicazioni pratiche per i pazienti

 

L’obiettivo primario dei farmaci anticoagulanti è quello di fluidificare e/o prevenire la formazione di un trombo (o coagulo). Il trombo è costituito da fibrina e cellule del sangue e rappresenta la fase finale della coagulazione. Nei pazienti con fibrillazione atriale un trombo si può formare nella cavità cardiaca e di lì essere spinto dal flusso sanguigno fino a chiudere il lume di un’arteria, più spesso nel cervello (ictus) o negli arti (ischemia).

L’attuale indicazione per l’uso del PRADAXA è:

La prevenzione dell’ictus ischemico e dell’embolia periferica in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. Il Pradaxa è disponibile in due diversi dosaggi di 110 mg. e 150 mg.. Sarà lo specialista ad indicare la dose appropriata nel singolo paziente. Il Pradaxa non può essere prescritto in soggetti con importanti malattie delle valvole cardiache o con protesi valvolari cardia- che.

 

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IL NUOVO ANTICOAGULANTE “PRADAXA”(dabigatran)

Caratteristiche

  • 1 cp ogni 12 ore
  • 85% eliminazione renale. accumulo se insufficienza renale.
  • Raggiungimento dell’effetto anticoagulante
  • Rapido effetto entro 3 ore
  • Durata dell’effetto anticoagulante
  • 14-24 ore rapida perdita dell’effetto anticoagulante se non
  • si prende il farmaco

Aspetti favorevoli della terapia con PRADAXA:

  • Semplicità di somministrazione del farmaco, con la dose fissa di una capsula due volte al giorno.
  • Senza necessità di prelievi venosi di routine.
  • Scarsa interazione con altri farmaci.
  • Nessuna interazione con il cibo.
  • Rapido inizio dell’effetto anticoagulante.

Punti critici:

  • Attuale mancanza di un antidoto, cioè di un sicuro modo rapido per neutralizzare l’effetto anticoagulante.
  • E’ necessario assumere due capsule al giorno in modo costante per un tempo indefinito, pur in assenza di controlli di routine.
  • Se il farmaco non viene assunto regolarmente, vi è una rapida perdita della protezione anticoagulante.
  • In caso di insufficienza renale, è possibile un accumulo del farmaco.

DOMANDE FREQUENTI

  • Cosa fare prima di iniziare la terapia con PRADAXA?

È necessario che il Centro Prescrittore valuti le giuste indicazioni e le controindicazioni. Il farmaco deve essere prescritto solo a pazienti che non hanno con- troindicazioni. Occorre eseguire alcuni esami del sangue che sono indispensabili. Leggere con attenzione le istruzioni sull’uso del farmaco.

  • Quando e come si prende il PRADAXA? C’è rapporto con il cibo?

Si prende una capsula due volte al giorno (ad es., a colazione e cena) con dell’acqua; la capsula deve essere inghiottita intera, senza masti- carla o aprirla. Non c’è rapporto con il cibo: la capsula può essere assunta vicina o lontano dai pasti.

  • Cosa fare se ci si dimentica una dose? La Regola delle 6 ore.

Entro 6 ore dall’orario previsto = si prende la capsula dimenticata. Oltre 6 ore = si salta la dose e si aspetta l’orario di quella successiva.

  • E’ necessario seguire diete particolari con il PRADAXA?

NO, non risultano interferenze con gli alimenti.

  • In caso di necessità, il paziente in terapia con il PRADA- XA deve informare che sta assumendo questo farmaco?

SI, non basta però dire che si è in terapia anticoagulante, occorre an- che informare che si prende il Pradaxa, comunicando la dose giorna- liera ed anche l’ora in cui si è presa l’ultima capsula. È importante che si tenga nel portafoglio la tessera informativa in- dividuale che è stata consegnata dal Centro Prescrittore (contiene le informazioni utili in caso di emergenza).

  • Il PRADAXA ha somiglianze con gli anticoagulanti finora impiegati per l’anticoagulazione (Coumadin o Sintrom)?

NO, è completamente diverso, per caratteristiche, meccanismo d’azio- ne e indicazioni sul da farsi in caso di necessità.

  • Il PRADAXA è più o meno efficace degli anticoagulanti finora usati?

Il Pradaxa si è dimostrato almeno altrettanto efficace (e per alcuni aspetti anche più efficace).

  • Il PRADAXA è più o meno sicuro degli anticoagulanti fi- nora usati?

Gli studi condotti fino ad oggi hanno dimostrato un rischio emorragico complessivo sovrapponibile a quello dei pazienti trattati con i vecchi anticoagulanti, mentre si sono avute meno emorragie cerebrali.

  • In terapia con il PRADAXA sono necessari controlli di laboratorio?

NO, in condizioni cliniche stabili non sono necessari controlli di rou- tine; tuttavia sono da programmare dei controlli specifici da concorda- re con il Centro Prescrittore che dovrà rinnovare il Piano Terapeutico ogni 6 mesi.

  • Quali farmaci possono interagire con il PRADAXA?

Solo pochi farmaci interagiscono con il Pradaxa (indicati nel foglietto illustrativo del farmaco). E’ necessario avere comunque precauzione quando si inizia una nuova terapia e consultarsi con il Medico Curante.

  • Cosa fare durante la terapia con PRADAXA
  1. Prendere sempre e con regolarità le due capsule al giorno.
  2. E’opportuno che i familiari dei pazienti più anziani controllino di persona la regolarità dell’assunzione del farmaco due volte al dì e verifichino frequentemente la correttezza dell’assunzione mediante il conteggio delle capsule rimaste nella confezione.
  3. Portare sempre con sé la tessera informativa individuale.
  4. Comunicare al Curante e al Centro la comparsa di problemi.
  5. Seguire con puntualità il programma di controlli periodici nel Centro.
  • Con il PRADAXA bisogna associare anche l’eparina nelle prime fasi di terapia per la fibrillazione atriale?

NO; diversamente dagli anticoagulanti finora usati (Coumadin e Sin- trom), che impiegano alcuni giorni per raggiungere l’effetto anticoa- gulante, il Pradaxa agisce molto rapidamente (in poche ore).

  • Come bisogna comportarsi in caso di interventi chirurgi- ci o manovre invasive?

Occorre programmare con adeguato anticipo le necessarie modifiche della terapia, mettendosi tempestivamente in comunicazione con il Centro Prescrittore.

  • Cosa fare in caso di comparsa di emorragie?

In caso di piccolo problema emorragico è comunque bene comunicare quanto successo al Centro. In caso di emorragia più importante è opportuno rivolgersi diretta- mente al Pronto Soccorso più vicino (ricordarsi di portare con sé la tessera informativa individuale).

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